Hai presente quando sei sovrappensiero,
immerso nei tuoi problemi e non presti attenzione a quanto stai facendo? È
sicuramente successo più volte nella mia vita (e penso anche nella tua) perché
la società in cui viviamo ci ha fatto credere che ogni spazio, ogni momento,
ogni attimo deve essere “riempito”: musica, social media, selfie, attività, iniziative,
eventi, cene, balli, divertimenti e così via, senza mai fermarsi, vivendo nel
continuo (e mai appagato) desiderio del “di più… sempre di più”. E, se ci penso,
spesso non c’è nemmeno il tempo per ascoltare e per dialogare. Mi sembra
davvero di impersonare il personaggio di Marta nel Vangelo di Luca: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per
molte cose» (Lc 10,41).
Se leggo la stampa, ascolto i telegiornali o
i mezzi di informazione mi sento oppresso da tutti i fatti terribili di
violenza, di guerra e sopraffazione, dall’egoismo dilagante, della sete di
potere, dalla voglia di accumulare, dalla ricerca del piacere a tutti i costi,
dal dilagante divario sociale tra pochi ricchi e molti poveri. Tutte queste
“cattive notizie” alimentano il pessimismo, amplificano l’idea che nella nostra
società tutto vada male, suscitano il bisogno sempre maggiore di sicurezza.
E, mentre penso a tutto questo, per caso (…
o, per Grazia!), leggo distrattamente il Salmo 37, e vengo, più che “colpito”,
direi “commosso” da queste parole:
Il Signore fa sicuri i passi dell'uomo
e segue con amore il suo cammino.
Perché questo versetto è così significativo?
Per capirlo, devo fermarmi e fare silenzio fuori e dentro di me. Se riesco
separarmi dal fracasso del mondo posso percepire la voce di Dio che mi ha
creato per amore, a sua immagine e somiglianza, e mi ricorda che nel mio cuore
ci sono, oltre al male, anche le spinte verso il bene, la pace, l’amore, la
comprensione. Se è vero che il Signore mi accompagna sempre in ogni momento
della vita, di fronte alla sua premura, cura e generosità mi sento chiamato
come singolo essere umano, e molto più come cristiano, a crescere e maturare
come persona retta, onesta, buona e giusta, diventando un esempio per gli
altri. Come non riconoscere insieme con Pietro che tu, Signore, «hai parole di vita eterna» (Gv 6,68): tu
solo hai parole che danno vita ad ogni parte di me; che danno vita e coraggio
al mio cuore e ne sciolgono la durezza; che danno vita alla mia mente perché sia
libertà dalla falsità e viva nella verità, perché tu sei la verità che rende
liberi.
Queste tue parole che esprimono verità,
saggezza, bene, bellezza, amore, infinito, mi invitano a cambiare e a ricominciare
non perché la fede mi porti benessere, salute, soddisfazione, pace, ma perché io
possa realizzare un mondo migliore. Come diceva ai fedeli san Giovanni XXIII,
il Papa buono: «Non consultarti con le
tue paure, ma con le tue speranze e i tuoi sogni. Non pensate alle vostre
frustrazioni, ma al vostro potenziale irrealizzato. Non preoccupatevi per ciò
che avete provato e fallito, ma di ciò che vi è ancora possibile fare».
Durante la Festa della Madonna del
Portosalvo andiamo da Maria, invochiamo aiuto e protezione per la nostra città,
per i marinai e per tutte le nostre famiglie. Imploriamo di starci vicino
quando incombe il dolore e irrompe la prova, chiediamo di strapparci dalla
desolazione e dallo smarrimento e ispirarci un forte desiderio di ritrovare
luce e speranza. Supplichiamola di trasmetterci la sua fede nata dall’ascolto:
«Beata colei che ha creduto
nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto» (Lc 1,45). Chiediamo di
poter credere anche noi, «Il Signore fa
sicuri i passi dell'uomo e segue con
amore il suo cammino», per fidarci e affidare a lui tutto quello che siamo
e abbiamo.
Di Don Luca
Torresi
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