giovedì 28 luglio 2016

PROGRAMMA 2016

DAL 7 AL 14 AGOSTO LA CHIESA DI SAN PIETRO APOSTOLO, PER CONCESSIONE DI S. E. MONS. MICHELE SECCIA, SARÀ CHIESA GIUBILARE

Dal 2 al 4 agosto
Ore 18,30            TRIDUO STRAORDINARIO nella chiesa di S. Pietro Apostolo con la presenza di un missionario della Misericordia, P. Carmine Terenzio.

Venerdì 5 agosto
Ore 21,00            Confessione comunitaria presso la chiesa di San Pietro Apostolo

Sabato 6 agosto
Ore 21,00            PEREGRINATIO MARIAE - dalla chiesa della Natività di M. V. per via Cerulli, via Nievo, Trav. Parini, via Parini, via Montello, via Montesanto.

Ore 22,00            All’arrivo S. MESSA presso la pineta di via Meucci, a seguire VEGLIA DI PREGHIERA presso casa De Petris in via Michetti n. 7.

Domenica 7 agosto
Ore 18,00            Processione a partire da via Michetti 7 per via Parini, via Leopardi, via D’Annunzio, viale Orsini, fino a p.zza Giovanni XXIII.
Ore 19,00            In p.zza Giovanni XXIII S. Messa nella quale consacriamo i neonati alla Madonna
                            Con le offerte saranno rinnovate le adozioni a distanza presso l’AVSI e PAFI.
Ore 21,00            S. Messa nella chiesa di S. Pietro Apostolo

Lunedì 8 agosto
Ore 21,30            In p.zza Giovanni XXIII: incontro con padre Giorgio Rosso sul tema
                            “I volti della Misericordia” - Esposizione e mostra nella chiesa di S. Pietro Apostolo

Martedì 9 agosto
GIORNATA EUCARISTICA VOCAZIONALE IN MEMORIA DI DON FRANCO MARCONE

Ore 9,00              Nella chiesa di San Pietro Apostolo S. Messa e, a seguire, ADORAZIONE EUCARISTICA che si concluderà alle ore 16,30 con la recita dei vespri e la Benedizione Eucaristica.
Ore 18,30            Nella chiesa di San Pietro Apostolo concelebrazione Eucaristica, in suffragio di Don Franco.
Dalle ore 19,30    In p.zza del Mare XXXIII SAGRA DEL PESCE “Peppino Laudadio”
                            gruppi musicali allieteranno la serata
Ore 21,30            In p.zza Giovanni XXIII: serata con canti scout.

Presso i Centri Sportivi: 1° TORNEO DI CALCETTO organizzato dall’Associazione “Piccoli giallorossi”

Mercoledì 10 agosto
Ore 15,00             GRANDE CACCIA AL TESORO con base in p.zza Giovanni XXIII,
                             dove si ricevono le iscrizioni  delle squadre fin dal mattino.
                             Al termine: premiazione della Caccia al Tesoro.
Dalle ore 19,30    In p.zza del Mare XXXIII SAGRA DEL PESCE “Peppino Laudadio”
                            gruppi musicali allieteranno la serata
Ore 21,30            In p.zza Giovanni XXIII: presentazione della edizione 2016 del Meeting di Rimini “Tu sei un bene per me”

Giovedì 11 agosto
Dalle ore 19,30    In p.zza del Mare XXXIII SAGRA DEL PESCE “Peppino Laudadio”
                            gruppi musicali allieteranno la serata

Presso i Centri Sportivi: 1° TORNEO DI CALCETTO organizzato dall’Associazione “Piccoli giallorossi”

Venerdì 12 agosto
Ore 17,00            Giochi dei bambini “Olimpiadi della Misericordia” in p.zza Giovanni XXIII
Dalle ore 19,30    In p.zza del Mare XXXIII SAGRA DEL PESCE “Peppino Laudadio”
                            gruppi musicali allieteranno la serata
Ore 21,30            In p.zza Dalmazia: Serata KARAOKE

Sabato 13 agosto
Ore 9,00              S. Messa per i defunti della parrocchia nella chiesa di S. Pietro Apostolo.
Ore 10,00            GARA VELICA - 15° Trofeo “MADONNA DEL PORTOSALVO”
                            organizzato dalla Lega Navale Italiana sul percorso tra
                            zona Campeggi e zona Arlecchino (raduno ore 9,00 presso Lega Navale).
Ore 18,00            GIUBILEO DEI TURISTI E DELLE COMUNITÀ PARROCCHIALI GIULIESI - Raduno nella chiesa della  Natività di M. V., a seguire pellegrinaggio verso la Porta Santa della Chiesa di San Pietro Apostolo.
Ore 18,30            S. Messa presieduta da S. E. Mons. Michele Seccia - Vescovo di Teramo-Atri.
Dalle ore 19,30    In p.zza del Mare XXXIII SAGRA DEL PESCE “Peppino Laudadio”
                            gruppi musicali allieteranno la serata
Ore 21,30            In p.zza Dalmazia: esibizione del gruppo musicale EXTRA SOUND

Domenica 14 agosto
Ore 8,30              Arrivo e giro per le vie della città della BANDA DI ANCARANO
Ore 16,30            A partire dalla chiesa di S. Pietro Apostolo
                            PROCESSIONE SUL MARE
Ore 19,00            Sulla banchina di riva SANTA MESSA presieduta da S.E. Mons. Giuseppe Molinari Arcivescovo emerito di L’Aquila
                            Alla conclusione della S. Messa:
                            In p.zza del Mare XXXIII SAGRA DEL PESCE “Peppino Laudadio”
Ore 21,00            S. MESSA nella chiesa della Natività di M. V.
Ore 21,30            In p.zza Dalmazia: LUISA CORNA in concerto
Ore 23,30            In p.zza Dalmazia ESTRAZIONE DELLA LOTTERIA biglietto € 2,50
                            1° premio (4° estratto): autovettura “NUOVA PUNTO STREET” - 1.2 5P 69 CV EU6
                                      2° premio (3° estratto): BICICLETTA ELETTRICA - Mod. Futura 36V 26
                                      3° premio (2° estratto): Tablet LENOVO - Tab 2 A 10-70 da 10.1, LAN, Wireless, Android 4.4 kitkat
                                                                               2GB Ram - Mem. 1,20 GHz
                                      4° premio (1° estratto): LAMPADA DA TAVOLO Artemide Mod. Melampo
Ore 23,30            In p.zza Dalmazia ESTRAZIONE DELLA TOMBOLA
                            biglietto € 2,50 - 1^ Tombola: € 750 - 2^ Tombola: € 500

                            Subito dopo
                            GRANDIOSO SPETTACOLO PIROTECNICO SUL MARE
                            eseguito su zattere calate in acqua
                            da Pirotecnica Santa Chiara di Castorano (AP).

Durante la settimana della festa sarà allestita in piazza Del Mare una PESCA DI BENEFICIENZA


Le vie principali del lido saranno artisticamente illuminate dalla ditta “Luminarie Canella” di Mosciano Sant’Angelo

SALVE REGINA, MADRE DI MISERICORDIA!



Carissimi fedeli e devoti di Maria Santissima del Portosalvo, è spontaneo iniziare così il Messaggio annuale per la festa che vi preparate a celebrare in onore della Vergine Santa, Madre di Cristo e Madre nostra.
Il Giubileo straordinario della Misericordia ci offre l'indicazione più semplice ed efficace per vivere con intensità spirituale i giorni della festa nella gioia del ritrovarsi tutti insieme, parrocchiani e vacanzieri, intorno alla Madre del Figlio di Dio. Colei che nel canto del Magnificat ha esaltato la misericordia di Dio riconoscendola lungo tutta la storia della salvezza e nello scorrere dei secoli, si è  presentata all'arcangelo Gabriele con una grande e convinta umiltà, espressa con la perplessità della domanda “come è possibile?” consapevole della sua pochezza e miseria. Ma ha saputo abbandonarsi all'azione dello Spirito ben conoscendo la divina Misericordia manifestata dal Creatore sempre fedele all'alleanza con il popolo eletto!
Così miseria, umiltà e misericordia sono diventate le parole chiave e la premessa indispensabile per il personale canto del Magnificat: una storia personale totalmente intrecciata con l'agire divino e diventato descrizione della propria esistenza.
 Il titolo Maria Santissima del Portosalvo con cui il popolo di Giulianova onora la Vergine Santa, ci  ricordi sempre che, oltre alla salute fisica e al rientro sicuro in porto dei nostri marinai e di quanti solcano i mari per trovare alimento per le proprie famiglie e sostegno alla società, questo titolo –ripeto– ci ricordi sempre che la meta della nostra esistenza, il porto definitivo nel quale tutti dovremo approdare in sicurezza è la visione eterna e beatificante dell'Amore Trinitario!  Ebbene, volgendo lo sguardo alla Madre di Gesù mettiamoci sotto la sua protezione ed impariamo da Lei Maria a riflettere sulle tre “M” che hanno contraddistinto la vita e la grandezza della Fanciulla di Nazareth: Miseria – Misericordia – Magnificat.
Rendiamoci conto della nostra Miseria, che vuol dire non solo, povertà e disagio sociale, sofferenza per il male che ci circonda, pensiamo anche alla fragilità umana, alla coscienza dei nostri limiti e all'umiltà che ci fa riconoscere i peccati.
È la certezza della Misericordia che deve farci guardare in noi stessi con lo sguardo paterno e materno di Dio! Questo ci permetterà di diventare “misericordiosi come il Padre”, verso tutti a cominciare dalle persone a noi più vicine fisicamente (famiglia), ma spesso lontane dai nostri cuori!
Il canto del Magnificat di Maria diventi il canto della nostra lode a Colui che ci ha perdonato offrendo la sua vita in croce per la nostra salvezza. Questo giubileo straordinario della Misericordia non trascorrerà inutilmente solo se arriveremo anche noi a comporre il nostro Magnificat, ricordando tutti i doni ricevuti dal Signore e i gesti d'amore e di perdono che saremo riusciti a compiere verso gli altri!
Carissimi, i giorni della Festa religiosa e popolare, che saranno arricchiti dalla possibilità di godere dei benefici spirituali che Papa Francesco ha voluto che fossero accessibili a tutti, vi trovino ben disposti ad accogliere il mistero della grazia nel sacramento della riconciliazione, nell'impegno a perdonare chi ci ha offeso e a non rifiutare il perdono a chi ci chiede di essere perdonato per il male fatto in passato. Non è sempre facile ma alla scuola di Maria ai piedi della croce del Figlio, possiamo capire ed imparare come solo il vero perdono dato e accolto, ci permette di anticipare la gioia della Risurrezione, per approdare al sospirato porto  in Dio!
Il mio augurio più bello per questa Festa in onore della Madonna del Portosalvo è che possiate ritrovare il gusto e la gioia di pregare insieme nell'intimità della famiglia.
Di cuore vi benedico.
X Michele Seccia
Vescovo di Teramo-Atri






LA PORTA DELLA MISERICORDIA

di Don Ennio Lucantoni

Il 16 Gennaio 2016 in molti abbiamo partecipato all'apertura della Porta Santa, per le mani del nostro vescovo Mons. Michele Seccia, nel Santuario della Madonna dello Splendore, perché la caratteristica di questo Giubileo della Misericordia voluto dal Papa è la possibilità di ottenere la speciale indulgenza anche senza recarsi a Roma, nei  luoghi stabiliti dal Vescovo  in Diocesi. È una grazia per la città di Giulianova e  per i tanti devoti sparsi in diversi paesi della regione e fuori la presenza di questo Santuario Mariano come luogo giubilare.
La Madre di Gesù e nostra ci accompagna sempre nel cammino della fede e ci ottiene la grazia della conversione che dobbiamo ardentemente desiderare quando attraversiamo la porta della Misericordia, che non è tanto una porta di legno  o di ferro, ma è il simbolo di Gesù: Lui, infatti, ha detto: “Io sono la porta delle pecore”…..se uno entra attraverso di me , sarà salvato” ( Gv10,9).
La nostra comunità parrocchiale ha  vissuto una toccante esperienza, il primo venerdì di quaresima, nel pellegrinaggio a piedi dalla Chiesa parrocchiale di S. Pietro fino al Santuario con grande partecipazione di popolo molto raccolto, facendo la pia pratica della Via Crucis lungo la Via Bertolino per poi entrare nel Santuario della Madonna dello Splendore attraverso la Porta della Misericordia.
In questo anno santo della misericordia Papa Francesco ha indicato due gesti da praticare: il Pellegrinaggio e le sette opere  di misericordia corporale e spirituale. – Il pellegrinaggio, scrive il Papa, è  “ icona del cammino  che ogni persona compie nella sua esistenza. La vita è un pellegrinaggio e l'essere umano è viatore, un pellegrino che percorre una strada fino alla meta agognata ( MV 14).  – Le sette opere di misericordia corporale e spirituale  sono in piena consonanza con  quanto leggiamo  nella lettera di S. Giacomo 2,26: “ la fede senza le opere è morta”.  “ Sarà un modo per risvegliare la nostra coscienza, spesso assopita, davanti al dramma della povertà e per entrare sempre di più nel cuore del Vangelo, dove i poveri sono i  privilegiati della Misericordia divina. ( MV 15).
Dal 26 al 31 Luglio si svolgerà a Cracovia (Polonia)  la 31° Giornata Mondiale della gioventù che ha come motto: “ Beati i misericordiosi perché troveranno misericordia” (Mt5,7).
Ora, in parrocchia, siamo invitati a vivere la Festa della Madonna del Portosalvo in un modo speciale in questo anno speciale.  Il nostro Vescovo, nella sua paterna attenzione verso la nostra comunità ha benevolmente concesso che nella settimana della festa, dal 7 al 14 Agosto, la nostra Chiesa parrocchiale di S. Pietro sia Chiesa Giubilare, meta di pellegrinaggi, luogo privilegiato dove, alle condizioni richieste, possiamo ricevere la grazia dell'indulgenza plenaria. Con gioia, gratitudine e corresponsabilità accogliamo questo specialissimo dono con l'impegno di prepararci a viverlo pienamente.  Intanto preghiamo intensamente la Madonna che la nostra festa  patronale sia per tutti un'esperienza di gioia e fraternità, un'occasione di evangelizzazione e di solidale attenzione verso i poveri e chi soffre.
Prima della conclusione dell'anno giubilare desideriamo  organizzare una numerosa e sentita partecipazione all 'UDIENZA CON IL SANTO PADRE.
Infine, sentiamo il dovere di sostenere l'iniziativa del nostro Vescovo di lasciare in Diocesi un segno concreto di carità in ricordo dell'Anno Santo della Misericordia, segno che è in via di realizzazione nel ex- Convento francescano cappuccino di Campli.
Il Signore confermi, per intercessione di Maria SS.ma tutti i nostri buoni propositi.



NOTIZIE DAL MARE

MERLUZZI IN BIANCO E NERO

di Domenico Foglia

C’era una volta la patria del pesce azzurro. Ricordate quando Giulianova era famosa per la pesca di sardine, aringhe, alici, sgombri? Bene, dimenticatela.  Oggi il pesce è di un altro colore. Tra demolizioni e pensionamenti  sono rimaste solo tre barche in grado di esercitare tale tipo di pesca, e i suoi armatori si sono per giunta trasferiti nel vicino porto di San Benedetto del Tronto. Il grosso dell’attività è oggi esercitato da equipaggi  di altre regioni, che sembrano tuttavia dare poco contributo all'indotto locale. Da noi è rimasta un po’ della cosiddetta "piccola pesca". Si prende il largo al mattino  e si torna la sera con il prodotto pescato che spesso viene rivenduto autonomamente.
È  mancato il ricambio generazionale: i giovani  non sono più invogliati ad esercitare questo mestiere.
Non va meglio per gli altri tipi di pesca. Per quella a strascico,  dalle 50 imbarcazioni dei tempi d’oro sono rimaste appena sei imbarcazioni, che occupano circa 30 maestranze. Abbiamo poi 52 vongolare dove esercitano 150 occupati, e la piccola pesca composta da 35 barche che danno lavoro a circa 70 persone. Cifre ben al di sotto di quelle cui eravamo abituati fino a qualche anno fa.
Un piccolo risultato la nostra categoria l’ha tuttavia di recente incassato. È quello relativo alla data di svolgimento del cosiddetto fermo tecnico, il periodo cioè in cui ci si ferma per consentire alle specie ittiche di riprodursi adeguatamente.
Vincenzo Staffilano, coordinatore regionale di Federpesca, dal suo studio sul lungomare Spalato, di fronte al mercato ittico e a due passi dal  porto; posizione più che strategica per affrontare i problemi della "sua" marineria, sciorina cifre, dati, proposte, rimpianti...
"È da 1987 che lottiamo per farlo spostare ad un periodo a noi più congeniale", spiega con parziale soddisfazione. A giorni il ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali emanerà il decreto che prevede date diverse a seconda delle zone marittime. Eccole: da Trieste a Rimini  dal 25 luglio al 5 settembre (43 giorni); da Pesaro a Bari (tratta che ricomprende Giulianova) dal 16 agosto al 26 settembre (42 giorni); da Brindisi ad Imperia dal 17 settembre al 16 ottobre (39 giorni). Periodi diversi invece per Sardegna e Sicilia che, trattandosi di regioni a statuto speciale, decideranno in proprio. "Accontentiamoci di questo nuovo periodo stabilito per la nostra marineria, anche se ci soddisfa solo in parte", continua Staffilano "noi continuiamo a sostenere che il periodo migliore per il ripopolamento sia quello che va da aprile a maggio. Ma la ricerca scientifica dice diversamente e  quindi ci adeguiamo"
Insomma, tra riforma sulla licenza della pesca a punti, fermo biologico ed altre pastoie burocratiche (tipico il caso del  decreto sulla regolamentazione della pesca che impone all'armatore di decidere se esercitare pesca a circuizione, metodo più tecnologicamente avanzato ed estremamente produttivo o se fare la volante, sistema composto da due barche che trascinano la rete, equiparato allo strascico comunicando nel contempo il numero delle giornate di pesca effettuate negli ultimi due anni), il settore si sta sempre più impoverendo.  Se si è arrivati a questa drastica riduzione della flotta locale è perchè chi ha potuto ha cercato di demolire o vendere la propria imbarcazione per far fronte a debiti pregressi o uscire dal settore per motivi di età.
Molta responsabilità gli armatori addossano alla nostra classe politica, colpevole a loro dire di essersi adagiati sull'idea che la presenza del prodotto sul nostro mare fosse condizione sufficiente per assicurare un futuro alla nostra categoria. All'estero spesso non è andata così.  In Spagna,  ad esempio, si è posto l'accento sulla mancanza delle attrezzature, riuscendo così ad ottenere i finanziamenti da parte dell'Unione Europea per migliorare il patrimonio peschereccio. Da noi invece sono stati date licenze oltre il possibile con il risultato che poi si è stati costretti ad incentivare la demolizione per scongiurare il soprannumero.
Ora già si guarda già  con preoccupazione al prossimo decreto sulle demolizioni che l'Unione Europea sta preparando per il 2017. Da indiscrezioni sembra che esso incentiverà la "rottamazione" dei natanti di più recente costruzione in  quanto in grado di riportare a riva un maggior quantitativo di pesce. Sarebbe quindi un sistema, piuttosto contorto, di salvaguardare il prodotto ittico. È un sistema che però la nostra marineria contesta duramente e per la quale promette battaglia per fare in modo che le demolizioni tengano conto non solo dell’età ma anche della vetustà e della capacità del motore delle singole imbarcazioni.
Unici dati positivi in un settore in affanno: il successo dei GAC (Gruppi di Azione Costiera, organismi creati per proporre ed attuare strategie di sviluppo locale per le aree marittime e di cui abbiamo già parlato nelle precedenti edizioni) che ha finanziato 18 progetti per un toltale di un milione di euro e il calo del prezzo del gasolio che ora si aggira sui 40 cent al litro. Una piccola boccata d’ossigeno per la categoria, che ora può quindi contare anche su ricavi mensili più dignitosi. È poco, ma forse si può ripartire anche da qui per un futuro migliore.



PARROCCHIA LIVE

I MINISTRANTI


Siamo i genitori di Luca e siamo sempre stati affascinati dal servizio dei ministranti nella nostra parrocchia. E non perché siano particolarmente belli d'aspetto. E neanche perché siano “angioletti” privi di difetti ed errori. Anzi! E' un gruppo numeroso che va dagli 8 anni in sù. Quello che ci colpisce è il loro stare sull'altare, l'accompagnarsi nel servizio, lo stare insieme in momenti gioviali, il rapporto con i nostri sacerdoti fatto di reciproca stima, i loro rapporti familiari investiti e resi “diversi” dal servizio che svolgono.
Ricordo che una volta sono stata ridestata nel vedere come uno di loro, entrato in chiesa, si è inginocchiato di fronte al tabernacolo. Non era un semplice gesto formale che a tutti capita di fare! Era invece il segno della consapevolezza di una Presenza reale, fatta di carne e ossa da cui la sua persona si riconosce abbracciata e amata.
 Due anni fa, il nostro secondo figlio Luca ci ha chiesto di partecipare a questo servizio dal quale anche lui si sentiva attirato. Da allora ha iniziato a ritrovarsi con questo gruppo di amici, ogni sabato pomeriggio dalle 15 alle 16, sotto la guida di Franco che con premura paterna li accompagna. In quest'ora oltre a parlare del servizio sull'altare, dei sui gesti e del loro significato, degli oggetti che si usano e del loro nome, si mette a tema un argomento di vita di fede come il Vangelo o la vita di un santo e si parla di se stessi, di quello che si fa e ci preoccupa. Poi la domenica ci si ritrova a servire nel turno assegnato a ciascuno.
Ricordo ancora la prima volta che nostro figlio ha servito a messa. Era il 5 ottobre del 2014, messa vespertina delle ore 19.Lui era molto contento e scalpitava. Attendeva quel momento da molto tempo! Arrivando nella piazza della chiesa, vediamo arrivare anche Franco con suo figlio Francesco. Lui, anziché continuare per conto suo, viene incontro a nostro figlio, lo saluta affettuosamente e presolo per mano entrano insieme in chiesa. Chiaramente durante la celebrazione nostro figlio era impacciato e Franco con la sua tenerezza e delicatezza gli suggeriva cosa fare quando si perdeva.
Alcune testimonianze dei ministranti:
Luca Tribuiani  : “Ho domandato di andare con loro perché mi piaceva come stavano insieme. E continuo ad andare nonostante tante volte faccio fatica e non ho voglia, perché mi vogliono bene e poi perché mi aiutano nella vita”.
Alessio Ciccozzi : “Sono ministrante da 10 anni e durante questi anni ho imparato a servire con amore Gesù. La mia è una esperienza unica per imparare a mettermi a disposizione degli altri e ad aiutare il prossimo”.
Francesco Bonaduce: ”Quest'anno che ho servito come chierichetto ho capito che servire Gesù è un'occasione unica. Ringrazio Gesù perché ci ha dato Don Luca un prete straordinario che fa capire a tutti i bambini la Messa”
Lorenzo Bonaduce : “Quest'anno mi hanno colpito molto le nostre riflessioni su tutto quello che è stato il nostro percorso. Personalmente mi sento vicino a Gesù perché sento il suo Braccio ogni volta che lo servo”
Giovanni Germini: Per me fare il chierichetto è come se Gesù mi accogliesse”
Massimiliano  Pizzorulli: Essere ministrante per me significa vivere con maggiore profondità e gratitudine verso il Signore, il quale mi ha concesso di poterLo servire anche mediante la Liturgia Eucaristica, la mia fede e il mio rapporto con Dio.
All'inizio di giugno  ci siamo riuniti a casa di Luca Tribuiani per un  gesto conviviale di ringraziamento per l'anno trascorso insieme. Davanti a pizza, arrosticini e salsiccia e tra un gioco e un altro nello spazio enorme di un bel cortile e tra un litigio e un altro, abbiamo potuto apprezzare la compagnia che ciascuno è per l'altro come segno della unica Compagnia: quella che Cristo fa alla vita di ciascuno attraverso la Sua Chiesa.



COMUNIONI 2016

di Don Luca Torresi

Quando si inizia un nuovo viaggio, come è successo a me in questo primo anno in parrocchia, ci si può sentire un po’ disorientati... o confusi... o, a volte, preoccupati... cosicché nella mente affiorano tante idee, tanti progetti, tanti sogni e tanti desideri. E, mentre si è avvolti e frastornati da questo turbinio di pensieri, da tante domande e da tanti dubbi, mi chiedo: "che cosa devo fare?".
Cerco di trovare una risposta... ma nulla.
Poi, una notte, faccio un sogno: vedo dinanzi a me un cielo azzurro, terso, e, sotto, un campo verde, rigoglioso, pieno di erbe, piante e fiori, che il sole caldo illumina e riscalda. È un paesaggio bellissimo, come quelli che si possono vedere nei nostri campi in estate, quando la natura, nel pieno del suo splendore, ci mostra tutta la sua bellezza. Sono lì, guardo, resto ammirato ed affascinato, ma non capisco. Poi, ad un tratto, sento qualcosa sul palmo della mia mano... abbasso lo sguardo e vedo tantissime coccinelle - non ne avevo mai viste così tante! - e, dopo un po’, molte iniziano a volare ed andare nel campo. Sono meravigliato per lo spettacolo bellissimo ed insolito... ma non capisco?!? Ed ancora una volta mi ritorna la stessa domanda: "che cosa devo fare?". Mentre penso, un flash: nella lotta biologica per la difesa delle colture, questi piccoli insetti, tanto le larve quanto gli adulti, si cibano dei parassiti delle piante. Guardo ancora le coccinelle nella mia mano... poi penso ai ragazzi della prima comunione e della cresima: non sarà che sono loro le nostre coccinelle, quelle di cui ci dobbiamo prendere cura, perché grazie a loro potremo difendere e proteggere la nostra casa comune?
Credo proprio di si!
Con questa speranza riprendo coraggio e con fiducia cerco ogni giorno, per quanto posso, di prendermi cura di queste coccinelle, sia delle più piccole, che delle più grandi.
In questo è prezioso ed insostituibile l'aiuto dei catechisti e delle catechiste che con tanta cura e passione si dedicano all'insegnamento e all'accompagnamento dei ragazzi nelle ore di catechismo.
Ma, ancor più bello, è vedere che alcune coccinelle più grandi, ragazzi e ragazze delle superiori e dell'università - che con affetto chiamiamo "giovani catechisti" - una volta terminato il catechismo, invece di "allontanarsi" ed abbandonare la Chiesa, hanno sentito il desiderio di mettersi al servizio della Parrocchia, rispondendo con generosità all'appello di Gesù: "Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date".
In conclusione, che cosa mi resta di bello nel cuore alla fine di questo mio primo anno a Giulianova?
L’ho condiviso con i bimbi nella messa della loro prima comunione mentre cercavo il modo di fargli vivere con serenità il loro primo incontro con Gesù. Prendendo un'ostia non ancora consacrata, l'ho mostrata ai bambini e gli ho detto: "Guardate! Per non spaventarvi Gesù si fa piccolo piccolo in quest'ostia e si consegna a voi, si mette nelle vostre mani. Noi adulti, tante volte, non abbiamo fiducia in voi ed abbiamo paura ad affidarvi cose importanti o preziose, vero? Ma Gesù no! Gesù ha fiducia in voi! Gesù si fida di voi e, per questo, si dona a voi!".
Ecco: fidiamoci anche noi, come Gesù, di queste piccole coccinelle! Prendiamocene cura perché, loro, sono il nostro futuro, sono il nostro domani!




CRESIME 2016






PEREGRINATIO MARIAE 2015 - CENTRO ANZIANI VIALE ORSINI






FESTEGGIANDO

GRUPPO PESCA DI BENEFICIENZA


COM’È BELLO, COME DA' GIOIA CHE I FRATELLI STIANO INSIEME 
(Salmo 132)

Così vogliamo iniziare a raccontare l’esperienza, consolidata ormai da anni, della Pesca di Beneficienza. Un contributo ormai immancabile durante la settimana della festa della Madonna del Portosalvo. Quello che si vede nei giorni della festa, è il risultato di un lungo lavoro che inizia molti mesi prima prendendo contatti con le aziende e con i commercianti che ringraziamo immensamente per il loro prezioso contributo.
In seguito inizia il vero lavoro, controllando, impacchettando e catalogando i premi e le sorprese. La fatica non ci pesa!!! L’allegria, la cooperazione e la gioia di stare insieme fanno parte di noi.
Quando arriva il momenti di allestire il camion ecco un gruppo di uomini volenterosi all’opera!
La serata di apertura è festa grande, giovani e adulti, vecchi e nuovi amici!!!
Ora se qualcuno ci chiedesse perché lo fate, cosa potremmo rispondere? Perché ci sono persone simpatiche? Perché mi diverto tantissimo? Ho trovato tanti amici? Certamente sì, ma non è tutto!!! Vivere questi momenti ci aiuta a crescere nella fraternità e nell’accoglienza, a comprendere i nostri limiti e quelli degli altri. È la palestra dove il Signore  ci ha messo insieme per allenarci. Il cammino è lungo ma abbiamo una certezza: Lui è con noi!!!
C’è tanto da lavorare e allora… che aspetti?
Vieni anche tu, allenati con noi!!!!






PAPA FRANCESCO: UN PASTORE CON IL PROFUMO DELLE PECORE CHE CI INVITA A “VIVERE PER SERVIRE”

Guardando tutta quella gente che, ad ogni occasione o udienza, si raccoglie intorno alla figura di Papa Francesco, ci si rende conto sempre di più di come la Chiesa stia vivendo un anno particolare, un Giubileo straordinario fortemente voluto proprio dalla persona che si sforza di testimoniare con tutte le sue forze, con tutto se stesso e in tutti i modi possibili, la misericordia di Dio.
“Chi ha sperimentato nella propria vita la misericordia del Padre non può rimanere insensibile dinanzi alle necessità dei fratelli”, sono state le parole di Bergoglio durante l'ultima udienza di giugno, la stessa nella quale ha invitato tutti a rimboccarsi le maniche e vivere le opere di misericordia non come temi teorici ma testimonianze concrete che obbligano a rimboccarsi le maniche per alleviare la sofferenza del prossimo per le povertà materiali e spirituali.
Un'attenzione particolare che non è difficile notare proprio nei suoi occhi.
In ogni occasione nella quale ci se lo trova di fronte li si vede brillare davanti a una mamma o un papà che urlano il suo nome e gli porgono il figlio o la figlia per un bacio e una benedizione, mentre stringe a se una bambina malata che gli si è buttata addosso superando il cordone di sicurezza e ora lo guarda da sopra il bordo di una mascherina bianca come il suo vestito, quando segna con il pollice una croce sulla fronte di una persona anziana dopo averle accarezzato il viso, tutte le volte che gioca con un bambino o ne cerca qualcuno tra la gente per fargli fare un giro della piazza con lui sull'auto e, come farebbe un genitore o un nonno, li saluta con un bacio e una carezza e li accompagna con lo sguardo fino a quando i responsabili non li hanno riconsegnati ai loro genitori.
Ci sarebbero moltissimi altri esempi di gesti che colpiscono, come quando una donna tra la folla gli sventolava di fronte un'ecografia, orgogliosa e speranzosa di una benedizione speciale per il suo bambino, o quando una futura mamma gli ha chiesto di benedirla e lui, il Papa, teneramente le ha poggiato le mani sulla pancia per qualche attimo.
Segni tangibili di cosa significa rimboccarsi le maniche e superare alcuni ostacoli per poter essere testimoni autentici, con azioni come quella di chiamare dalla folla un gruppo di rifugiati e, in testa al corteo con tanto di cartello con sopra scritto “I rifugiati per un futuro insieme”, salire fino al sagrato per svolgere con loro l'udienza.
Quello che colpisce in questi gesti spontanei, che in ognuna delle nostre vite potremmo svolgere noi stessi, è la serenità e la gioia contagiose di un uomo che, mentre li compie, sembra ricordare quanto detto di se fin dal principio, quando ha sottolineato l'importanza di essere vescovo. Un pastore vicino alle sue pecore, tanto vicino da averne il loro profumo addosso. E così, non ti meravigli più neanche molto quando lo scorgi da lontano che, a piedi, sfila tutto il braccio Carlo Magno e , trovata una sedia libera sotto il colonnato di piazza San Pietro, si siede e inizia a confessare dei ragazzi durante il Giubileo a loro dedicato. E con loro ride di gusto, coinvolgendo e commovendo tutti quelli che lo guardano, facendo capire più che con mille catechesi, come il Sacramento della riconciliazione “non è un tribunale di condanna, ma esperienza di perdono e misericordia”.
Dare sfogo alla “fantasia della carità” per cercare nuove modalità operative e rendere concreta la via della misericordia, questo l'invito di Papa Francesco a tutti i cattolici, spronati a seguire la strada e l'esempio di Gesù nell'accoglienza.
Quello stesso esempio che lui cerca di dare e che non si tramuta in semplici titoli di giornali e telegiornali che gli fanno fare il giro del mondo, magari fissati affianco al suo volto sorridente con il pollice alzato, ma vere e proprie azioni che scuotono le coscienze di ogni persona che non può non interrogarsi quando vede salire 12 profughi sulla scaletta dello stesso aereo del Papa di ritorno da Lesbo, o chiedersi  se anche lui non possa preparare una busta con dentro dei soldi da destinare a qualche rifugiato o povero che si incontra per strada.
“Quante volte noi, quando vediamo tanta gente nella strada, gente bisognosa, malata, che non ha da mangiare, sentiamo fastidio! Quante volte noi, quando ci troviamo davanti i tanti profughi e rifugiati, sentiamo fastidio!”, ha dichiarato Francesco in una delle ultime udienze in piazza San Pietro, puntando il dito contro di se, “È una tentazione” da cui nessuno può dirsi esente, nemmeno il Papa, perché “l'insofferenza e l'ostilità rendono ciechi e sordi” di fronte alle necessità del fratello.
Troppo chiari per non essere compresi gli esempi di Papa Francesco che, senza tanti giri di parole, ha spiegato bene le cose nell'ultima Udienza giubilare prima della pausa estiva,  “La misericordia non è una parola astratta, ma è uno stile di vita”, che ha bisogno di opere concrete, perché “la misericordia senza le opere è morta in sé stessa”.
Quindi l'invito è chiaro e, se crediamo al fatto che “la misericordia ha occhi per vedere, orecchi per ascoltare, mani per risollevare”, dobbiamo darci da fare anche noi e, oltre che sorridere con Papa Francesco o commuoverci come ci capita quando vediamo un film, dobbiamo anche operare con lui seguendo quello che dice, “chi non vive per servire non serve per vivere”.
Marco calvarese







TU SEI UN BENE PER ME-XXXVII Meeting per l'amicizia fra i popoli Venerdì 19 – Giovedì 25 agosto 2016 – Rimini Fiera – Italia

È la fine degli anni '70. Tra alcuni amici di Rimini, che condividono l'esperienza cristiana, nasce il desiderio di incontrare, conoscere e portare a Rimini tutto quello che di bello e buono c'è nella cultura del tempo. Così ha origine il Meeting per l'amicizia fra i popoli. Un incontro tra persone di fede e culture diverse, un luogo di amicizia dove si possa costruire la pace, la convivenza e l'amicizia fra i popoli, mettendo in comune una tensione al vero, al bene, al bello.
Da allora ogni anno per una settimana, in agosto, Rimini diventa la capitale della cultura internazionale e viene invasa da gente curiosa, aperta, capace di giudizio, proveniente da tutto il mondo per questo evento che si ripete da oltre trent'anni, che è diventato negli anni il festival culturale più frequentato al mondo.
Sin dalla sua origine il Meeting ha scommesso sul desiderio e la passione che ogni uomo ha nel proprio cuore, quel desiderio di bellezza, verità, giustizia che don Luigi Giussani, fondatore del movimento di Comunione e Liberazione, ha chiamato esperienza elementare, terreno comune per l'incontro e il dialogo.
Per questo ogni anno attorno a un titolo, si parla di economia, arte, letteratura, scienza, politica, problemi sociali, musica di ogni genere. Una curiosità e trasversalità unica al mondo.
“Tu sei un bene per me” è il tema del Meeting 2016.
L'attuale momento storico è caratterizzato da una profonda crisi che ha come conseguenza una generale sfiducia nell'affrontare il presente e nel guardare al futuro. Si sgretolano modelli di convivenza sociale e civile che sin qui hanno garantito il bene comune, una intera generazione ha rinunciato a studiare e a lavorare, il fenomeno dell'immigrazione e dei profughi sta investendo - dilagante e apparentemente inarrestabile- l'Italia e l'Europa intera, la violenza del terrorismo cresce in modo sempre più minaccioso. L'altro, il diverso, ciò che è “fuori”, appare come una minaccia.
In queste drammatiche circostanze Papa Francesco ha indetto il Giubileo Straordinario della Misericordia. “Misericordia: è la legge fondamentale che abita nel cuore di ogni persona quando guarda con occhi sinceri il fratello che incontra nel cammino della vita. Misericordia: è la via che unisce Dio e l'uomo, perché apre il cuore alla speranza di essere amati per sempre nonostante il limite del nostro peccato”.
La natura dell'uomo e la realtà stessa indicano infatti l'inesorabilità di un rapporto, di una relazione, di un incontro continuo con la realtà come prima necessità per scoprire la verità di sé e del mondo. Famiglia, figli, amici, colleghi, il povero incontrato casualmente per strada: sono sfide con cui fare i conti quotidianamente. Spesso la sostituzione delle faticose relazioni e dei “contatti” in carne ed ossa, con quelle più comode, automatiche e sempre disponibili -ma ultimamente assenti- degli ambienti virtuali possono generare una profonda solitudine, ma anche l'illusione di autonomia, di una ultima estrema libertà senza più legami da cui dipendere. L'uomo ha bisogno dell'altro, per condividere desideri, progetti, fatiche, sacrifici, paure, dolori: per condividere il motivo per cui esiste. La comunità si forma e si crea esattamente per questo.
E dunque l'io dell'uomo esiste innanzitutto come una storia, fatta di volti, di relazioni, e di circostanze che si dispiegano nel corso del tempo.
Come è possibile guardare l'altro in modo nuovo, non semplicemente tollerando il diverso, ma intravvedendo e scommettendo sul fatto che “tu” sei e rappresenti una positività ultima di cui “io” necessito per vivere? Cosa rende possibile una posizione umana come questa appena descritta?
La storia del XX secolo, con le guerre mondiali, ricorda a noi tutti il tentativo di differenti e contrapposte ideologie di eliminarsi a vicenda, di eliminare l'altro: la memoria ci riporta ad atroci sofferenze e milioni di morti, ma anche che ad un certo punto fu possibile percepire l'altro - fino a qualche giorno prima il nemico da combattere - nella sua diversità, come una risorsa, un bene: fu esattamente in quel momento storico che nacque l'Europa. Senza una esperienza di positività, in grado di abbracciare tutto e tutti, non è possibile infatti ripartire.
Attraverso mostre, spettacoli, tavole rotonde, testimonianze, il Meeting 2016 racconterà storie di integrazione e di perdono, metterà a tema le grandi emergenze dell'oggi, farà parlare i protagonisti della cultura e dell'espressività, si confronterà con le sfide della tecnologia e dell'innovazione, proverà a guardare al lavoro e all'economia senza moralistiche demonizzazioni. Un tentativo per far emergere la bellezza di una positività e di una speranza capaci di attrarre la libertà di ognuno e di far desiderare un cambiamento per sé e per il mondo.
Claudio Lo Sterzo





MOVIMENTI

CIRCOLINO PARSIFAL

OCCORRE NON VIVACCHIARE MA VIVERE!
Papa Francesco

In montagna … ad Arabba … il cuore delle Dolomiti!
Tanta bellezza e tanta amicizia!
Sostenuti dalle parole del Papa e dalla storia de “Il Signore degli anelli” (Don Luca ne è un grande conoscitore), un gruppo di amici ha iniziato a sperimentare che vivere è più interessante che vivacchiare!
Pregare, giocare in squadre, scoprire i nostri talenti, cantare la bellezza della vita, stare insieme a ridere e a scherzare, passeggiare tra i verdi boschi o arrampicarsi fino ai tremila metri … vi sembra poco!!!
Abbiamo vissuto, in questi giorni, un'esperienza positiva, che ci ha arricchito molto, lasciando in ciascuno un segno indelebile e permettendoci di sperimentare un'appartenenza a qualcosa di molto grande!
Insieme … per affrontare la vita, non fermandoci alle apparenze, rende liberi … liberi dal potere del mondo.
Gli amici della “Compagnia dell'anello” cambiano grazie all'avventura che vivono.
Desideriamo tornare a casa cambiati e se tutto è stato così bello, così vero, così interessante, non possiamo permettere che finisca!
Continuiamo ad incontrarci!





AZIONE CATTOLICA: IL CUORE DELLA CHIESA

di Patrizia Marinozzi

È stata l’esortazione evangelica “si alzò e andò in fretta” (Lc. 1, 39-56) a guidare il nostro cammino in questo anno associativo 2015/2016, un anno sottolineato dalla dimensione dell'andare che ci viene proposta dall'evangelista Luca attraverso la metafora del viaggio: Maria dopo l’annunciazione si alza e va da Elisabetta, va verso la città per condividere la gioia dell'attesa. Siamo stati invitati ad attraversare le strade andando incontro all'altro nella concretezza della vita quotidiana, facendo memoria delle grandi opere del Signore, animati dalla passione per la città e con la disponibilità a lasciarci cambiare dagli incontri lungo la strada perché ogni viaggio apre orizzonti nuovi e prospettive diverse.
“Viaggiando verso…Te” è lo slogan che ha guidato il cammino dei bambini e dei ragazzi dell'ACR, i quali sono stati chiamati a mettersi sui passi di Gesù, che, con il suo volto, mostra la fisionomia più profonda e più vera del loro essere.
L'idea che fa da sfondo alla proposta formativa di quest'anno è stata affrontata attraverso un mezzo di trasporto bello e affascinante: il TRENO! Per i più piccoli il desiderio di viaggiare è forte, sognano di raggiungere posti sconosciuti, immaginari, alla scoperta del mondo, di incontrare persone nuove e vivere avventure incredibili. Crescendo rimane costante la curiosità e il desiderio di esplorare e conoscere nuovi spazi, in autonomia e indipendenza; per questo il percorso dell'ACR ha fatto scoprire loro “il nuovo” che c'è in ogni esperienza della vita anche dove sembra non esserci, aiutandoli a leggere dentro se stessi per scoprire che è in Cristo la risposta che cercano, è Lui la meta del loro viaggio.
“#READY TO GO” è lo slogan che ha caratterizzato il percorso dei giovanissimi e giovani di AC. Il cammino incentrato sul vangelo di Luca presenta una giovanissima Maria che “si alza e va in fretta”, verso un viaggio che, oltre che complicato, sembra anche poco organizzato. Maria parte in fretta. Ma come? A piedi? Da sola? Senza nemmeno un bagaglio a mano? Come Maria, vogliamo vivere una fretta diversa, l’urgenza di condividere con tutti la bellezza di un cammino, un camino di gruppo: è uscire, comunicare, testimoniare, cantare con la vita il proprio Magnificat. Comporre il proprio bagaglio significa vivere esperienza di annuncio, di incontro, di comunione, non solo con chi già si conosce ma anche con coloro che si pensano essere lontani e diversi per cultura, pensieri, educazione ecc. Sull'esempio di Maria i ragazzi hanno sperimentato un cammino di uscita da loro stessi per vivere con gioia il donarsi agli altri anche con i propri limiti, dando spazio all'ascolto e all'accoglienza senza pregiudizi. È questo il modo con cui raccontare e far provare l'amore del Signore a tutti.
“#VIAGGIANDO” è lo slogan che ha accompagnato il cammino adulti e adultissimi. La metafora del viaggio è un' esperienza profondamente spirituale che richiede occhi per stupirsi, disponibilità a lasciarsi cambiare dagli incontri lungo la strada, capacità di orientarsi. L’itinerario tracciato, ha offerto l'occasione per mettersi in ascolto della vita, per aprirsi alla Parola in un dialogo interiore e per vivere con più consapevolezza la propria esistenza di laici. In sostanza, il mondo adulti, ha bisogno continuamente di rileggersi e riprogettarsi per seguire la scelta di chiesa “in uscita” capace di raccontare la vita e di testimoniare la passione per il vangelo nella quotidianità, un percorso vissuto nell'anno della misericordia indetto da papa Francesco.
L’Azione Cattolica, quindi, è chiamata ad un impegno fortemente educativo; è un cammino che vorremmo condividere con il maggior numero di persone possibile, poiché riteniamo che il “noi” dell'associazione sia una via bella per fare esperienza di chiesa e condividere l'impegno e la responsabilità dell'annuncio. Siamo pronti ad accogliere ciascuno perché siamo certi che il Signore “chiama anche te”.





“VA E ANCHE TU FAI LO STESSO” (Lc. 10,37)

di Grazia Belfiore, Anna Maria Caioni, Anna Maisano


“Io sono la porta , se uno entra attraverso di me sarà salvo” (Gv. 10, 9a):
La porta del giubileo della Misericordia  è ormai aperta anzi spalancata come via di un rinnovamento spirituale per questo nostro mondo. Gesù Cristo volto misericordioso del Padre, un Padre che non condanna, non giudica, capace solo di perdonare e di amare in modo incondizionato, che accoglie i suoi figli e li invita a tornare a Lui attraverso il sacramento della riconciliazione (Confessione). Insomma un anno da vivere in tutta la sua bellezza e pienezza. Questo amore che ci spinge a convertirci continuamente a stili di vita evangelica; a scelte coraggiose, a impegni comunitari ben precisi crediamo che lo Spirito Santo invii anche noi ad assumere con gesti concreti opere di Misericordia. “Testimoni del Risorto”.
In questa speciale circostanza stiamo realizzando un programma giubilare attraverso i “Cenacoli Missionari” a partire proprio dalle famiglie, in particolar modo in quelle dove si sta vivendo momenti di grande sofferenza e di solitudine.
La preghiera, l'annuncio della Parola di Dio, momenti di vicinanza e di condivisione accompagneranno l'incontro “ Voi stessi date loro da mangiare” (Lc. 9, 10 – 17):
Non ci è lecito passare oltre ma fermarci accanto all'altro proprio come il buon Samaritano (Lc. 10, 29-37) Per versare l'olio della consolazione e il vino della gioia. Questa esperienza  di misericordia  ha riempito i cuori li ha colmati di quell'acqua viva a cui ogni uomo anela. Accanto a questo movimento di amore gli “Intercessori di Misericordia”( altro impegno per questo Giubileo) ci accompagneranno con la preghiera.
Non scoraggiamoci, dunque e camminiamo nella fede sotto l'azione dello Spirito Santo che ci spinge ad operare il bene e a essere instancabili testimoni del suo Amore Misericordioso.
Gesù è il Signore
“ALLELUIA”


ABBIAMO FATTO 30… NELL’UNITÀ E NELLA FEDELTÀ

di Paola Palazzi

“Con l'aiuto di Dio prometto sul mio onore di fare del  mio meglio per compiere sempre il mio dovere verso Dio e verso il mio Paese e per aiutare gli altri in ogni circostanza, e nell'osservare la  Legge scout”
Nella promessa scout è racchiusa tutta l'essenza dello scoutismo; essa non è un giuramento, ma rappresenta uno dei momenti più importanti di tutta la vita scout, è il frutto di una libera e personale scelta, è un atto di responsabilità che richiede convinzione e fedeltà, una volta pronunciata essa è per sempre, semel scout semper scout, perché si è scelto di servire  Dio. Proprio nel rimanere fedeli alla promessa pronunciata nel gruppo di Fermo nel lontano 1946, Sergio Palazzi, conosciuto da tutti come “il padre” dell'attuale gruppo scout Giulianova 1, insieme ad altri uomini e donne con cui aveva condiviso l'esperienza dei Cursillos di Cristianità, tra cui Antonio Tarquini, Franco e Anna Mattiucci, Franco Luciani, Sandro Schiavi decisero di  riaprire  nel 1985 il gruppo scout AGESCI  Giulianova 1, ed iniziare così questa meravigliosa avventura.
Questo legame con un movimento carismatico ha probabilmente segnato un primo valore che ci ha caratterizzato la crescita del nostro gruppo in questi anni: l'UNITA'. Essere generati da un'esperienza di Chiesa ci ha, a volte forse inconsapevolmente, fatto sentire parte di una realtà più grande e fratelli in cammino con altri fratelli, nell'impegno, nel gusto della condivisione, nello sforzo per costruire, sempre amorevolmente accompagnati in questo dal nostro parroco.
Dopo quasi un anno di difficile preparazione metodologica e vocazionale per la comunità capi, si aprì ai primi giovani nel maggio 1986, e solo nell'estate 1987 il gruppo, ormai composto da circa 60 ragazzi, fu pronto a partire verso le pendici dei monti del Sirente, in località di Secinaro, per il primo Campo Regionale della Regione Abruzzo. Le prime branche che si formarono furono quella del Reparto (Sirio e Antares) con circa cinquanta ragazzi e ragazze aventi tra gli undici e sedici anni, ed il Clan con ragazzi e ragazze tra i diciotto e ventuno anni; solo intorno agli anni 90 con l'incremento dei bambini e la disponibilità di giovani capi, fu aperto il Branco dei Lupetti, bambini tra gli otto e i dieci anni.
Oggi, dopo trenta anni da quegli epici inizi, il nostro gruppo ha festeggiato nel mese di maggio questa importate ricorrenza: abbiamo voluto condividere innanzi tutto con la Parrocchia, e poi con tutta Giulianova, alcune semplici espressioni del nostro essere scout, dalla vita di campo ai canti, che abbiamo proposto in una veglia che ha toccato il cuore di tanti, a partire dai cento ragazzi che l'hanno animata. Tutta la festa è stata caratterizzata da un senso di gratitudine, innanzitutto al Signore, per i doni che continuamente ci fa, della perseveranza e del coraggio, e poi a tutti gli uomini e le donne che in questi anni hanno fatto si che il nostro gruppo crescesse e diventasse la bella realtà educativa che oggi vive a Giulianova. Grazie ai  “vecchi” capi che si sono susseguiti nel nostro gruppo abbiamo appreso che lo scautismo è un metodo che educa, quindi libera, fa venire alla luce qualcosa che è nascosto, cerca di svegliare dal torpore che oggi ci stordisce, per aiutare i ragazzi a diventare uomini e donne capaci di fare delle scelte, concreti, attenti e disponibili. Attraverso il nostro servizio cerchiamo di trasmettere ai nostri ragazzi come l'esperienza più concreta delle nostre attività è racchiusa nel verbo Servire: se mettiamo insieme i motti delle tre branche, Lupetti, Reparto e Clan, verrà fuori questo: fate del vostro meglio per essere sempre pronti a servire ed è proprio questo gesto che diventa la nostra quotidianità, si diventa pronti a servire il prossimo sempre e in ogni momento, ma con uno sguardo diverso, consapevoli di aver accolto la Verità di Cristo e di voler impegnare la propria vita per Lui.
È proprio questo impegno costante che ci fa essere grati per la FEDELTÀ di cui siamo stati testimoni in questi anni, anche nelle difficoltà e nelle prove, e che ci ha portato a conservare ancora oggi acceso e vivo il fuoco dello scautismo a Giulianova.
Concludiamo con delle parole di Sergio  tratte dal suo quaderno del campo di formazione capi a Bracciano del 1961, che di questa Fedeltà sono un esempio fulgido che dobbiamo sempre tener presente: “Caro capo scout (educatore) ricordati che il tuo appartenere a Cristo ti renderà sempre un uomo migliore; Tu hai risposto con il tuo si alla chiamata attraverso la scelta di servizio che farai, impara ora  a  lasciarti guidare da Lui, non essere prevenuto, perché colui che è veramente a disposizione del Signore vede la mano di Dio in tutto quello che gli capita e di conseguenza accetta ogni cosa come inviata da Dio, la disponibilità è una conseguenza dello spirito di Fede.”








GIUBILEO DELLA MISERICORDIA - COME SI OTTIENE L’INDULGENZA PLENARIA

Secondo la costituzione apostolica “Indulgentiarum doctrina”, per ottenere l'indulgenza plenaria è necessario eseguire l’opera indulgenziata e adempiere le seguenti condizioni: il sacramento della Riconciliazione, la partecipazione all’Eucaristia, la preghiera secondo le intenzioni del Papa (Padre nostro, Ave Maria e Gloria al Padre), la recita del Credo e l'esecuzione di almeno un’Opera di Misericordia.
Le condizioni, si precisa, “possono essere adempiute parecchi giorni prima o dopo di aver compiuto l'opera prescritta; tuttavia conviene che la comunione e la preghiera secondo le intenzioni del sommo pontefice siano fatte nello stesso giorno, in cui si compie l'opera”. Nella lettera del 1 settembre 2015, Papa Francesco chiarisce che “per vivere e ottenere l'indulgenza i fedeli sono chiamati a compiere un breve pellegrinaggio verso la Porta Santa, aperta in ogni Cattedrale o nelle chiese stabilite dal Vescovo diocesano, e nelle quattro Basiliche Papali a Roma, come segno del desiderio profondo di vera conversione”.


Le sette opere di misericordia corporale

Dar da mangiare agli affamati.
Dar da bere agli assetati.
Vestire gli ignudi.
Alloggiare i pellegrini.
Visitare gli infermi.
Visitare i carcerati.
Seppellire i defunti.


Le sette opere di misericordia spirituale

Consigliare i dubbiosi.
Insegnare agli ignoranti.
Ammonire i peccatori.
Consolare gli afflitti.
Perdonare le offese.
Sopportare pazientemente le persone moleste.
Pregare Dio per i vivi e per i morti.