giovedì 3 agosto 2017

PARROCCHIA LIVE

TESTIMONIANZA DI UNA MAMMA DI UN MINISTRANTE
di Marzia 

Quest'anno il gruppo di amici dei piccoli ministranti si è arricchito di due nuovi ragazzi: Antonio e Alessandro. È bello vedere come questa esperienza di servizio nella nostra parrocchia sia attrattiva, affascini grandi e piccoli che già sono coinvolti o che non lo sono. Guardando gli ultimi arrivati sorprendeva l'agio della loro presenza (sembrava fossero lì da sempre perché senza imbarazzo) e l'entusiasmo, la voglia di esserci coinvolgendosi nelle varie occasioni proposte durante l'anno. Cos'è che attira al punto da chiedere di partecipare a questa esperienza? Cos'è che attira chi già si è coinvolto al punto da rimanere fedele a questo servizio nonostante mille fatiche? Questa la domanda che più volte mi è affiorata quest'anno seguendo l'esperienza di mio figlio con questo gruppo di amici.
Un giorno dopo una celebrazione eucaristica importante, dove la presenza dei ministranti sull'altare era numerosa, mio figlio era stranamente rattristato. Allora gli domando cos'è che lo rendesse così triste. “Sai mamma oggi al servizio eucaristico poiché ero seduto lontano dall'altare Tommaso mi ha sconsigliato di andare a scambiare la pace con i sacerdoti attraverso il consueto abbraccio.” Ed io “Bè, tutto qui.” Alla mia superficialità lui mi ha risposto piangendo “Mamma tu non capisci, quell'abbraccio è particolare. E io ne ho bisogno!”

Ecco cos'è che muove a richiedere di entrare in questo servizio e cos'è che ne sostiene l'impegno di chi è coinvolto. Consapevoli o no. Al fondo c'è il bisogno di essere voluti bene e la scoperta che solo Gesù, la cui presenza continua misteriosamente nella Sua chiesa, ha una tale passione per la nostra persona che non si ferma di fronte alla nostra meschinità e mendica la nostra corrispondenza per donarci la sua felicità.







AMORIS LÆTITIA: UN PERCORSO PER IMPARARE AD AMARE
Di Fabio Di Dionisio 

Anche quest'anno ci siamo ritrovati in tanti per i cinque incontri di formazione (uno in avvento e quattro in quaresima) vissuti insieme a Padre Carmine Terenzio e ancora una volta la traccia percorsa ci ha portati ad approfondire l'annuncio di Papa Francesco, in particolare nell'esortazione apostolica post-sinodale Amoris Laetitia.
I due “obiettivi” che il Santo Padre si è posto promulgando l'esortazione nell'anno della Misericordia sono apparsi chiari e ambiziosi: “Questa Esortazione acquista un significato speciale nel contesto di questo Anno Giubilare della Misericordia. In primo luogo, perché la intendo come una proposta per le famiglie cristiane, che le stimoli a stimare i doni del matrimonio e della famiglia, e a mantenere un amore forte e pieno di valori quali la generosità, l'impegno, la fedeltà e la pazienza. In secondo luogo, perché si propone di incoraggiare tutti ad essere segni di misericordia e di vicinanza lì dove la vita familiare non si realizza perfettamente o non si svolge con pace e gioia” (Amoris Laetitia n.5).
Oltre alle preziose testimonianze di vita familiare che abbiamo ascoltato, ci ha aiutati, nel cammino degli incontri quaresimali, una lettura del recentissimo film di Martin Scorzese “Silence”.
Attraverso la proposta cinematografica abbiamo potuto approfondire alcuni particolari aspetti; abbiamo gustato un volto di Dio che ritroviamo descritto nell'Amoris Laetitia e che il rapporto dei missionari protagonisti del film con la cultura orientale fa emergere con forza nella pellicola americana.
Innanzi tutto un Dio che vive “con” e non “per”: la tentazione di essere “funzionali” alla famiglia, dimenticando di condividere una cammino di crescita che va fatto insieme, un percorso che si nutre anche di tempo, di disponibilità, di presenza, di un “esserci” che pone come bene irrinunciabile l'altro e la nostra relazione con lui.
In secondo luogo abbiamo riconosciuto un Dio “madre” e non “padre”: le relazioni che si esprimono anche nella fragilità e soprattutto nella capacità di morire per l'altro (l'”accolgo te” del rito matrimoniale è esattamente questo, il mio “io” che muore a te). Nel vedere la donna alla base, a fondamento della coppia cristiana abbiamo riflettuto su come il dialogo, la capacità di mettersi nel punto di vista dell'altro siano un presupposto imprescindibile per una famiglia “in cammino”.
Nel chiederci se in un cammino di fede si debba avere una atteggiamento di “certezza” o di “abbandono”, abbiamo scoperto un volto di Dio che sta con i peccatori, un Dio che si lascia calpestare per il bene dei suoi figli, un Dio che entra nel peccato dell'altro e lo redime.
Il Silenzio (Silence) non è quindi mai il silenzio di Dio. E' piuttosto la capacità di mettersi in relazione, di comprendersi, di ascoltare l'altro, di capire che non c'è distinzione tra chi ha ragione o chi ha torto, ma piuttosto tra chi ama e che non si abbandona all'amore.
“Infatti […] nessuna famiglia è una realtà perfetta e confezionata una volta per sempre, ma richiede un graduale sviluppo della propria capacità di amare. C'è una chiamata costante che proviene dalla comunione piena della Trinità, dall'unione stupenda tra Cristo e la sua Chiesa, da quella bella comunità che è la famiglia di Nazareth e dalla fraternità senza macchia che esiste tra i santi del cielo. E tuttavia, contemplare la pienezza che non abbiamo ancora raggiunto ci permette anche di relativizzare il cammino storico che stiamo facendo come famiglie, per smettere di pretendere dalle relazioni interpersonali una perfezione, una purezza di intenzioni e una coerenza che potremo trovare solo nel Regno definitivo. Inoltre ci impedisce di giudicare con durezza coloro che vivono in condizioni di grande fragilità. Tutti siamo chiamati a tenere viva la tensione verso qualcosa che va oltre noi stessi e i nostri limiti, e ogni famiglia deve vivere in questo stimolo costante. Camminiamo, famiglie, continuiamo a camminare! Quello che ci viene promesso è sempre di più” (Amoris Lætitia n.325).

Non possiamo non esprimere una gratitudine per gli incontri che abbiamo vissuto: a Padre Carmine che ci ha guidati, a Don Ennio che li ha voluti, ma anche reciprocamente a ciascuno di noi, ai tanti che sono stati presenti. È un'esperienza di Chiesa, di popolo che cammina e si interroga, di diversità che si confrontano, che ci lascia sempre uno stimolante e piacevole senso di bellezza e speranza.
Grazie a tutti!



GRUPPO “GIOVANI CATECHISTI”

Siamo un gruppo di “Giovani Catechisti” che, accompagnati da Don Luca, ha deciso di vivere un percorso di crescita personale e comunitario. Ci incontriamo una volta a settimana per condividere il nostro pensiero e le nostre idee e per instaurare momenti di confronto reciproco. La conoscenza di sé è stata la tematica degli incontri di quest'anno, incontri iniziati con la visione del film “Alice in Wonderland” che narra la fantastica avventura di Alice in un regno immaginario in cui incontrerà e si scontrerà col suo destino.
Incontro dopo incontro abbiamo avuto l'opportunità di conoscerci meglio e frequentarci anche nel tempo libero collaborando in attività impegnative, complesse ma anche divertenti e coinvolgenti. Molti sono stati i momenti in cui le nostre esperienze di vita, sia positive che negative, hanno rappresentato un punto di contatto comune tra tutti. Capita spesso di vivere situazioni apparentemente diverse ma realmente simili. Senza dubbio abbiamo potuto apprezzare l'importanza della condivisione e in questo, ma non solo, la presenza di Don Luca è stata fondamentale: è bello sentirsi accompagnati, sostenuti e consigliati nei momenti difficili e in questa realtà non ci si può che sentire come in una grande famiglia.



CANTORI DELLA STELLA
Di Mara

Ormai a Giulianova è un evento atteso quello dei Cantori della Stella, per i bambini che sono molto felici di portare la lieta notizia, la gioia e i canti alle persone che incontrano nelle case; a volte si incontrano anche persone anziane, malati o bambini meno fortunati che quando sentono suonare i campanelli attendono con gioia il nostro arrivo per fare festa insieme.
Quella dei Cantori della Stella è un'esperienza che tocca ogni cuore, ogni anno in modo particolare per i bambini che rinnovano la loro partecipazione, per i catechisti che vedono brillare gli occhi dei bimbi, stanchi a fine giornata, ma felicissimi; e sentire l'amore, l'affetto che si dona e si riceve dalle tante persone che si incontrano.

Vedere la partecipazione, l'impegno di bambini e adulti, pregare insieme per il bellissimo messaggio che portano i bambini " La Nascita di Gesù " , questo è una piccola parte di quello che ci chiede di essere Gesù ogni giorno " Messaggeri della Sua Parola " ed i Cantori della Stella realizzano ogni anno questo piccolo sogno.




GRUPPO DELLA PASTORALE FAMILIARE
Di Elisa Di Furia

Anche quest'anno, tra le realtà che rendono feconda la parrocchia della Natività di Maria, è presente il gruppo della pastorale familiare: coppie che si incontrano per approfondire la spiritualità coniugale attraverso l'aiuto di don Ennio, che le guida con l'entusiasmo e il vigore che lo contraddistingue.
L'attenzione principale è rivolta alla preparazione dei fidanzati al matrimonio: è una sfida sempre nuova e sempre più impegnativa perché i giovani devono confrontarsi con una realtà difficile. Dai media, infatti, sono continuamente messi di fronte ad un messaggio negativo in cui sembra emergere la disperazione per la mancanza di lavoro, l'impossibilità ad acquistare una casa, la paura del “per sempre”, la rinuncia alla genitorialità per la sfiducia nei confronti del futuro. La Chiesa, invece, definisce “beata la famiglia che saprà sognare, perché donerà speranza a chi l'ha perduta” e ancora “beata la famiglia che saprà osare, perché accompagnerà altre famiglie in un percorso a volte doloroso”. Il Papa, inoltre, ci ha donato negli ultimi anni due documenti che parlano della gioia: l'Evangelii Gaudium e l'Amoris Lætitia e noi famiglie cristiane dobbiamo essere missionarie della gioia che ci è stata donata: perciò è bello pregare insieme ad altre famiglie, ritrovarsi, crescere nell'amicizia con Gesù, guardare il buono della vita, della Chiesa… non dimentichiamo la Chiesa che è Madre e Maestra, che non è perfetta ma ci dà Gesù. Frequentare e servire la parrocchia con i suoi sacerdoti ci fa scoprire il valore e il significato della comunità e della fratellanza senza le quali non è possibile vivere il sacramento del matrimonio come progetto di Dio.
A tutta la parrocchia, ma in modo speciale alle famiglie, ai fidanzati e alle giovani coppie, sono stati proposti alcuni incontri sull'Amoris Lætitia tenuti da padre Carmine e padre Attilio Terenzio, francescani di Tagliacozzo che con il loro modo vivace e gioioso hanno reso le serate liete oltre che interessanti. Conoscere e approfondire i documenti della Chiesa come don Ennio e don Luca raccomandano, aiutano a farci sentire parte viva della parrocchia, cristiani aperti ad un cammino di crescita sia spirituale che di formazione.

Io ho scelto te
Nel silenzio della notte, io ho scelto te.
Nello splendore del firmamento, io ho scelto te.
Nell'incanto dell'aurora, io ho scelto te.
Nelle bufere più tormentose, io ho scelto te.
Nell'arsura più arida, io ho scelto te.
Nella buona e nella cattiva sorte, io ho scelto te.
Nella gioia e nel dolore, io ho scelto te.
Nel profondo del mio cuore, io ho scelto te.

poesia di Charles S. Lawrence



PROFESSIONE SOLENNE

Facendo sue le parole di un tradizionale poema:

“Ecco, già vedo Colui che ho desiderato,
già possiedo Colui che ho aspettato,
la sua vita già è unita alla mia!
Sono sposata al Figlio dell'eterno Padre,
nato dalla Vergine Madre, Salvatore del mondo.

Lui è lo stesso al quale gli angeli servono,
la cui bellezza il sole e la luna contemplano.
A Lui solo mia affido,
a Lui mi consegno totalmente!
Ti professo mio Signore con le labbra e con il cuore
e con tutte le mie forze ti desidero!
Tu sei e sarai sempre il mio Diletto; costantemente
e per sempre ti custodirò nel mio cuore,
o Dolcissimo e Amabilissimo Gesù!
Hai messo un sigillo sul mio petto
per bruciare il mio cuore con il tuo santo amore!...
Eccomi, sono tua per sempre o Bambino Gesù!

Suor Maria Hieda Regina, il 27 dicembre 2016, ha pronunciato il suo sì definitivo unendosi al suo diletto sposo Gesù con i voti di Castità, Povertà e Obbedienza per tutta la vita; promettendo fedeltà alla sua vocazione secondo la Regola di Santo Agostino e affidandosi con tutto il cuore alla Congregazione delle Suore Oblate del Bambino Gesù per vivere nella perfetta carità al servizio di Dio e della Chiesa.
Preghiamo per questa nostra consorella perché viva con fedeltà e gioia la sua vocazione religiosa.




“LA DANZA NEL MONDO”
SPETTACOLO FINE ANNO SCUOLA DELL'INFANZIA BAMBIN GESÙ

Viaggiare per esplorare il mondo porta a conoscere non solo posti meravigliosi, ma anche usi e costumi molto diversi dai nostri. Tra le tradizioni di un popolo non può certo mancare la musica con il suo ritmo. Ed è la musica che da sempre coinvolge le persone in tantissime danze che si sono tramandate negli anni fino a diventare patrimonio culturale dei popoli.
La danza accomuna, rende partecipe. Santo Agostino lodava la danza perché “libera l'uomo dalla pesantezza delle cose e lega l'individuo alla comunità”.
È sicuramente il messaggio che hanno voluto dare i bambini della Scuola dell'Infanzia Bambin Gesù di Giulianova presentando il giorno 09 giugno nel salone Parrocchiale della Chiesa di San Pietro “La danza nel mondo”. Lo spettacolo è stato scritto e ideato dalla prof Ketty Masci e realizzato in collaborazione con le insegnanti e le suore della scuola stessa.
Dall'Africa con la danza degli uomini Masai al Brasile con il Frevo, dall'America con il Country alla Cina con la danza del Drago, dal Sirtaki Greco alla Tarantella Italiana, tante danze, tante tradizioni ma un solo mondo creato da Dio con i suoi abitanti che scoprono la gioia anche attraverso i movimenti del corpo.
E nello spettacolo nessuno è stato semplice spettatore; com'è nello spirito della scuola non poteva certo mancare il coinvolgimento del pubblico: genitori, nonni, tutti pronti a battere le mani, a cantare e a ballare insieme a quei piccoli bambini. Non un palcoscenico, ma un'unica famiglia in un'unica comunità.








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